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Chissà
quante volte nelle nostre case ci è mai capitato di dire :
dobbiamo fare un pò di spazio
nello sgabuzzino, cè una gran confusione, gettiamo via quella vecchia televisione
che ormai non funziona più chè pure in bianco e nero ed anche quella radio mi sta
sullo stomaco da tanto tempo, e pure quel "coso" là, ormai non serve più,
buttiamo via tutto e rinnoviamo casa.
Ebbene a Cefalù cè un uomo che invece ama contornarsi di
questi "cosi", che ama riempire, o meglio, che ama arredare la sua casa con
questi articoli. La sua passione sono TV e RADIO
dEpoca ed altri Oggetti ed Apparecchi affini (Giradischi, Mangiadischi,
Mangianastri, Dischi in vinile, Registratori a nastro, ecc.).
Questuomo
è Pietro Ciolino e la sua irrefrenabile
passione per il Collezionismo, nutrita ormai da anni con trascorse esposizioni, è tanto
forte da averlo spinto ad aprire qui a Cefalù in via Gioeni 76, una sala apposita dedita
allesposizione dei suoi pezzi di antiquariato,
protagonisti in assoluto nella storia della
comunicazione di massa, la Sala Mostre Guglielmo MarconI , in onore di colui che nel 1900 gettò il primo ponte
aereo sullAtlantico, il Telegrafo senza fili.
Tutto
questo semplicemente per lasciare ad ognuno di
noi la possibilità di potersi proiettare
indietro nel tempo in un viaggio "guidato" dalle emozioni "Trasmesse " da Pietro.
Per
farlo, questanno è stato scelto un contesto appropriato, capace tanto di
confondersi, quanto di valorizzare quei gioielli gremiti di antichità e di storia
vissuta, abili intrattenitori di tutti i giorni, senza rivali.
Abbiamo
voluto utilizzare questo vecchio magazzino perché è pieno di memorie, è pieno di
ricordi del nostro passato, è pieno di pezzi di storia dice
lArchitetto Mauro Caliò, Direttore Tecnico dei lavori di Restauro, durante il suo
discorso inaugurale di Domenica 21 Agosto.
Ci
son voluti quasi tre mesi per riportare alla luce quei Frammenti di Antichità, dalle
pietre in lumachella di un vecchio Frantoio alle suppellettili in terracotta, dal
lavandino in marmo alle Antiche Scalinate, dalle Arcate in tufo alle pareti in pietra, il
tutto per realizzare una mostra di soli tre giorni.
Un
lavoro minuzioso quello di Mauro, rigorosamente accorto nella scelta dei materiali di
restauro, nella cura attenta del particolare, nella ricerca della ricollocazione più
appropriata dei Pezzi ritrovati, nella riproduzione di un
ambiente tanto capace di rievocare tempi ormai passati, quanto abile nel proporre un accattivante contrasto tra il Rustico e
il Moderno.
Soddisfazione
anche per i due addetti ai lavori manuali, Giovanni Città e Filippo Forti, compiaciuti
dessere stati chiamati a portare a termine un compito che si è rivelato
gratificante.
Non
di meno interesse le sculture in Tufo esposte dallartista Livornese, ma di adozione
siciliana, Franco Giambelluca, frutto di un lavoro nato durante un periodo particolarmente
travagliato della Sua vita.
Difatti
la scultura come le sue altre espressioni artistiche spesso sono venute fuori in periodi
critici, quasi a servire come sfogo, a comunicare i propri disagi, a esprimere
quel dolore e quella frustrazione del vivere in luoghi dove tutt'
oggi la disoccupazione, il lavoro nero e il ricatto morale fanno da padroni.
Questo
dolore ben si esprime nelle sculture urlanti di sua ultima produzione.
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